Assemblea 12 novembre 2024

Martedì 12 novembre 2024 si è svolta presso il Modo Hotel di Vercelli la seconda assemblea annuale dell’Ordine Medici e Odontoiatri che da sempre rappresenta uno degli eventi più sentiti ed importanti. 

In apertura lavori, che ha visto al tavolo il direttivo composto dal presidente Germano Germano, dal vice presidente Giovanni Scarrone, dal segretario Sergio Macciò e dal tesoriere Elsa Barnabino, è stata data lettura del verbale assemblea precedente e preventivo sommario 2025. 

La dottoressa Fulvia Milano direttore sanitario ASL Vercelli ha portato i suoi saluti mentre il professor Alessandro Stecco, direttore della Scuola di Radiologia dell’Università del Piemonte Orientale e della struttura complessa di Radiologia di ASL Vercelli, ha presentato una webapp per aiutare i medici nella scelta del corretto esame diagnostico.

Il vice presidente Giovanni Scarrone, utilizzando un filmato, ha poi illustrato in anteprima la futura nuova sede ordinistica.

Dopo la relazione di Andrea Calvi presidente del Collegio dei Revisori e di Alberto Libero presidente Albo Odontoiatri,

la parola è passata al presidente Germano Germano per il tradizionale discorso.

«Cari Colleghi questa sera rappresenta per me un momento particolare ed importante; non solo perché, come di consueto l’assemblea annuale degli iscritti, rappresenta la chiusura di un anno ordinistico, ma perché con questa sera si chiude il quadriennio del mio mandato.

Rappresenta un momento solenne, al pari della mia prima assemblea annuale come Presidente OMCeO, molto particolare, in quanto questa sera sarà l’ultima mia serata da Presidente.

Ho sempre ritenuto e ritengo l’Ordine dei Medici, una Istituzione importante, un Ente con funzioni sussidiarie dello Stato e come tale ho cercato di dirigerlo ponendomi degli obiettivi coerenti sia con il mandato generale sia con quello locale, nel rispetto delle norme che regolamentano i rapporti tra istituzioni e rapporti con gli iscritti.

È stato un quadriennio davvero impegnativo, più che altro caotico nella sua prima parte; mi riferisco al periodo interpandemico che ha coinvolto attivamente l’Istituzione Ordinistica nella gestione/sanzione dei Colleghi che non erano in linea con le vaccinazioni SARS-COV2; ciò ha generato sia a livello Nazionale, sia locale situazioni di alta tensione sfociata, in molti casi, a veri atti di violenza e vilipendio della istituzione stessa. Ciò nonostante abbiamo avuto la fermezza delle nostre azioni e nel contempo abbiamo voluto e trovato le energie, con il cordoglio nel cuore, per ricordare quei colleghi che, proprio in conseguenza della pandemia sono morti.

Mai come in questi momenti il senso della istituzione e il senso di appartenenza è venuto meno, anzi sempre più mi ha indotto a cercare di far comprendere a tutti il ruolo dell’Istituzione Ordinistica che non può identificarsi in un nome ma che deve essere espressione di una pluralità, di una terzietà, a garanzia della categoria medica, sotto il profilo etico e deontologico, con l’esclusiva finalità volta alla tutela della salute pubblica. 

Ho cercato, quindi, durante il mio mandato, di sottolineare che l’ordine non deve essere confuso con il sindacato, né tanto meno con le Aziende Sanitarie e le loro scelte.

L’ordine ha il dovere, invece, di entrare nella analisi di quei processi organizzativi sanitari, espressione di una programmazione Regionale e di conseguenza Aziendale, allorquando gli stessi, anche in via potenziale, confliggono con il codice deontologico o configurano potenziali abusi di professione. In uno scenario futuro che vede modelli organizzativi differenti, mi riferisco alla intelligenza artificiale, al task shifting, l’ordine non dovrà arroccarsi su posizioni di nostalgica visione romantica della figura del medico ma dovrà pretendere chiarezza sui profili di responsabilità e respingere quegli attacchi di chi vorrebbe ridurre una discussione critica in una battaglia tra corporazioni ove la componente economica, artatamente viene messa in primo piano.

Nel corso del mio mandato mi ero posto un altro obiettivo importante, vale a dire dare una nuova sede Ordinistica che fosse funzionale anche alle innovazioni future e che superasse i limiti che, purtroppo, il periodo pandemico ha messo in evidenza.

Il progetto si è realizzato, la sede nuova di Corso san Martino 6, è finita! Con il 20 novembre sarò dal notaio per vendere ufficialmente la nostra parte di sede sita in Corso Magenta che ci servirà, tuttavia, ancora per la prossima tornata elettorale Ordinistica, prevista per il 1-2 dicembre 2024.

La tempistica sopra riportata ci ha, di fatto, imposto e condizionato lo spostamento a dicembre la data delle votazioni proprio per consegnare al prossimo consiglio (gennaio 2025) una sede nuova ed efficiente. 

Questo è un obiettivo raggiunto di cui sono orgoglioso, obiettivo che non avrei potuto raggiungere senza lo sforzo corale di tutto il direttivo, che ringrazio, e soprattutto un ringraziamento dovuto va al mio Vicepresidente Giovanni Scarrone che è stato l’anima operativa del progetto. Il Vicepresidente ha giornalmente seguito i lavori e soprattutto, mi ha sollevato dalle incombenze romane per la ricerca dei fondi. A lui un sincero ringraziamento di cuore.

Questi sono i risultati che questo consiglio ha raggiunto in quattro anni di mandato, quattro anni di lavoro e per questo vorrei ringraziare tutti i componenti, unitamente al collegio dei revisori. Un ringraziamento va poi alle nostre segretarie, Mariangela e Marisa sempre attente e puntuali alle richieste operative. 

Un ringraziamento particolare va poi al mio segretario Sergio Macciò che in questi anni mi ha supportato, consigliato, soprattutto nei momenti più difficili e complicati, condividendo il percorso intrapreso, condividendo le scelte attuali. 

Come avevo anticipato all’inizio ritengo che la mia esperienza da Presidente debba fermarsi qui. Non abbandonerò l’Ordine ma sosterrò il Prossimo Presidente e la sua lista che se accolta favorevolmente dagli iscritti mi vedrà nel consiglio senza cariche di rilievo. 

Volevo un ordine proiettato nel futuro con nuovi componenti il consiglio e nuove figure che rappresentassero nelle cariche ordinistiche, l’espressione di tutto il mondo medico (liberi professionisti, ospedalieri, medici  di medicina generale, odontoiatri) penso di esserci riuscito.

Volevo un ordine libero da fraintendimenti, per tale motivo nei quattro anni di mandato ho sempre cercato di tenere separato il mio ruolo di Medico Pubblico e quello di Presidente. Il mio pensiero e le mie azioni sono sempre andate in quella direzione. 

Non sempre, tuttavia, ho avuto il pieno consenso di questo mio agire, anzi in alcuni casi ho vissuto situazioni e forzature che mi hanno profondamente segnato ma nel contempo mi hanno fatto acquisire la consapevolezza che probabilmente ero nella giusta direzione.

Consegno un ordine rinnovato strutturalmente, come sede, funzionalmente, con nuovi colleghi, culturalmente in cui l’etica deontologica è il motore, il cuore pulsante della istituzione stessa che è espressione di una pluralità coesa di professionisti che pur avendo regole contrattuali differenti, devono concorrere al mantenimento del decoro, della qualità prestazionale nell’interesse della collettività».


Presenti anche la dottoressa Rossana Tiberio e Monica Gasparini nuovi direttori rispettivamente delle strutture complesse di Dermatologia e Recupero e Rieducazione Funzionale.

Dopo il minuto di raccoglimento per ricordare i colleghi recentemente scomparsi Filadelfo Santocono, Sergio Michi, Giancarlo Alieri e Giovanni Averone, i nuovi medici iscritti hanno prestato il Giuramento di Ippocrate.

A partecipare al toccante della lettura del giuramento: Martina Maniscalco, Giorgia Torta, Virginia Gallina, Stefano Marcone, Maria Mercia Da Silva e Alessandra Conte.

Altro momento conviviale sempre sentito e gradito è stata la consegna di una targa per i cinquant’anni di laurea a: Mauro Aguggia, Franco Barzè, Giuseppe Cannata e Fausto Picchi.

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