Artificial…Mente Vercelli capitale delle Neuroscienze

L’idea di macchine pensanti ci è familiare da tempo, ma quella che possiamo chiamare la nuova Intelligenza Artificiale promette di cambiare radicalmente il mondo in cui viviamo e il nostro ruolo in questo mondo. La ragione principale di questo stato di cose è che l’Intelligenza artificiale ha mutato faccia. Si è passati dal progettare macchine altamente specializzate che si dedicavano a compiti specifici (afferrare e manipolare un oggetto in un ambiente controllato) a macchine capaci di percepire, risolvere problemi, apprendere, muoversi e modificare il proprio ambiente in modo autonomo. Pochi fenomeni scientifici e tecnologici promettono di cambiare le nostre vite quanto il recente straordinario sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.

Di queste affascinanti e complesse tematiche e delle loro implicazioni nella vita di tutti i giorni, si è parlato nel convegno dal titolo “Artificial Mente L’uomo e le macchine pensanti” organizzato dall’Ordine dei Medici di Vercelli.

Un evento, quello di sabato 27 ottobre, che ha visto Vercelli protagonista come capitale delle Neuroscienze, con relatori di richiamo internazionale che hanno analizzato il complesso tema dai punti di vista scientifico e filosofico, utilizzando un linguaggio semplice e fruibile da tutto il numeroso pubblico presente tra cui molti studenti delle scuole superiori.

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A fare gli onori di casa il presidente dell’Ordine dei Medici di Vercelli Pier Giorgio Fossale «Noi pensiamo che l’intelligenza artificiale sia qualcosa di molto lontano ma non ci rendiamo conto che siamo immersi in essa» e il professor Michele di Francesco «Stiamo vivendo in un mondo digitalizzato. È curioso osservare come le basi teoriche che hanno portato ai computer di oggi, sono nate negli anni Trenta».


Verso un mondo ‘intelligente’? La genesi della ‘nuova’ intelligenza artificiale – Marcello Frixione

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È il professor Frixione dell’Università di Genova a iniziare il ciclo dei quattro interventi, parlando delle metamorfosi dell’Intelligenza Artificiale dalla Conferenza di Dartmouth al Deep Learning, attraverso un percorso che inizia dal 1956 fino alla recentissima “nuova robotica”.

«In conclusione – spiega il relatore – probabilmente l’Intelligenza artificiale  avrà un posto sempre più rilevante nella nostra vita quotidiana ma c’è da chiedersi se essa avrà ancora un ruolo da svolgere nella scienza cognitiva».


Dalla brain-computer interface alla ‘nuova’ protesica. Come connettere l’intelligenza umana con  quella artificiale – Silvestro Micera

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La relazione più tecnica e scientifica della giornata è stata quella di Silvestro Micera docente alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, scienziato a contatto con le maggiori realtà internazionali del settore biomedico.

Micera ha trasportato la platea, avvalendosi di una presentazione ricca di dati ed elementi multimediali, nel meraviglioso mondo degli arti robotici, partendo da una famosa scena della saga “Guerre stellari” dove al protagonista, Luke Skywalker, viene messo un impianto robotico al braccio.

Nella relazione del Professore non sono mancati esempi pratici di sperimentazioni con arti artificiali su pazienti umani.

In relazione alla scena del film in precedenza citato, il Professor Micera ha osservato «Non ci siamo ancora ma ci stiamo avvicinando molto a questo scenario. Questo fa nascere degli interrogativi molto profondi le cui risposte preferisco lasciarle a chi si occupa di filosofia».


L’Intelligenza Artificiale  e le emozioni. Saranno possibili relazioni affettive tra esseri umani e intelligenze artificiali? –Roberto Mordacci

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Curioso e coinvolgente l’intervento di Roberto Mordacci dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano che, per introdurre e argomentare il suo tema, si è affidato alla proiezione di alcuni spezzoni del film “Lei” del regista Spike Jonze declinando poi il tema “sull’Intelligenza artificiale e l’oltreuomo al cinema”.

«Ho scelto questo film – spiega il relatore – perché svolge l’ argomento come se fosse un testo di filosofia attraverso una storia fatta di immagini, suoni e parole».


I.A. e transumanesimo. La simbiosi tra macchine e umani. Una rivoluzione antropologica? – Barbara Henry

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La professoressa Henry della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, si è addentrata nell’universo della Intelligenza artificiale, biorobotica e superamento dell’umano nell’immaginario contemporaneo avvalendosi del mondo della fantascienza veicolata con libri, pubblicazioni tema e fumetti.

«Mentre molteplici esponenti della cultura giapponese – ha sottolineato la Docente – mostrano un atteggiamento positivo nei confronti degli androidi/gynoidi, immaginando possibili collaborazioni tra esseri umani e umanoidi, la cultura occidentale sembra soffrire, della “sindrome di Frankenstein” che si esprime in un sentimento di repulsione nei confronti degli esseri creati artificialmente e dalle proprie mani».


Al termine degli interventi la chiusura della giornata è toccata al dottor Fossale e al professor Di Francesco. Non sono poi mancate numerose domande da parte del pubblico alle quali, i relatori stessi, hanno dato a turno risposta riproponendo un dibattito stimolante ed entusiasmante.

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