ANORESSIA, BULIMIA E BINGE EATING – Ascoltare il corpo prima di ..aprire la bocca

ANORESSIA, BULIMIA E BINGE EATING – Ascoltare il corpo prima di ..aprire la bocca “, importante appuntamento venerdì 25 gennaio presso l’Aula Magna dell’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, organizzato in collaborazione con ASL VC, Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri  di Vercelli, UST e l’Associazione “Mi nutro di vita”.

 “Il seminario rientra in un progetto più ampio: “Nutrirsi di natura- Nutrirsi di cultura” – afferma Lella Bassignana Consigliera di parità della provincia di Vercelli – che vuole affrontare la tematica dell’alimentazione nei vari stadi della vita : imparare a mangiare in modo consapevole, tornare a riconoscere i segnali di fame e sazietà.  L’alimentazione è una funzione biologica primaria e quando viene compromessa lo è per gran parte della vita nelle relazioni sociali, nel lavoro. Spesso si tratta di un problema di disagio e insicurezza, di attenzione morbosa verso il corpo. Circa due milioni di giovani sono gli adolescenti  che soffrono di disturbi alimentari, tra cui anoressia e bulimia, e l’età si abbassa sempre di più, tanto che il malessere inizia a fare il suo esordio già a 8 anni. Anoressia e bulimia, legate al controllo del peso sono i più diffusi, soprattutto per le donne ma è aumentato anche negli uomini, sempre più attenti al fisico: la vigoressia, o anoressia reversa, è una forma di dismorfismo corporeo che porta la persona ad una continua ossessione per il tono muscolare, l’allenamento, una dieta ipocalorica e iperproteica, a cui spesso si aggiunge l’uso di sostanze illegali per raggiungere tale obiettivo .Tra le cause principali che catalizzano i disturbi alimentari vi sono anche i social network, vetrine dove ci si mette in mostra e spesso ci si confronta con modelli irraggiungibili, che spingono ad avere comportamenti insalubri e distorti nei confronti del cibo. Soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge la vita di una persona e ne limita le sue capacità relazionali, lavorative e sociali. L’informazione è importante perché ci permette come insegnanti, come genitori di  vedere quei campanelli d’allarme  “un improvviso controllo estremo del cibo con paura di ingrassare, difficoltà a mangiare con gli altri, bassa autostima, attività fisica eccessiva, scomparsa di grandi quantità di cibo e ritrovamento di cibo in posti anomali come camera da letto o armadi, rituali alimentari particolari, estrema selettività alimentare”per aiutare i nostri figli, i nostri alunni , poiché sappiamo che chi soffre di un disturbo dell’alimentazione difficilmente chiede aiuto.”

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Il presidente dell’ Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri  di Vercelli Pier Giorgio Fossale  ha sottolineato come il ruolo del pediatra prima e del medico di famiglia sia sicuramente fondamentale nell’individuare i sintomi di un disagio che spesso è inespresso. Il medico ha un ruolo di “ascolto” è un consulente di salute e “noi siamo quello che mangiamo” ecco perché l’informazione deve essere autorevole, accreditata , attendibile e corretta

 “L’Asl di Vercelli – sottolinea il direttore generale Chiara Serpieri – è da sempre vicina ad iniziative che puntano, facendo rete con il territorio, a favorire l’affermazione di una educazione all’alimentazione sana e consapevole. I disturbi alimentari, specie nelle giovani generazioni, sono espressione di problematiche che spesso affondano le loro radici in disagi ampi e complessi. Ecco perché riteniamo sia essenziale lavorare insieme e contribuire a creare un percorso di assistenza e supporto in grado di sostenere le persone coinvolte nel modo migliore”.

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“ Alimentazione e attività fisica – evidenzia Mauro Brugnani responsabile dietologia e nutrizione clinica ASL VC –  rappresentano strumenti fondamentali per il mantenimento dello stato di salute e per la prevenzione di molte malattie croniche.Viviamo in una costante contraddizione tra l’aumentata disponibilità di cibo (che ha portato ad un preoccupante incremento dell’obesità e delle patologie ad essa correlate) e l’attenzione a volte esasperata verso il peso e l’immagine corporea come strumenti di successo.

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Sono soprattutto, ma non solo, i soggetti di sesso femminile e in età giovanile ad essere esposti a queste pressioni sociali sviluppando atteggiamenti di estremo controllo dell’alimentazione con l’adozione di modelli dietetici non sempre bilanciati che espongono al rischio di carenze nutrizionali responsabili di un peggioramento dello stato di salute a breve e lungo termine.

In presenza di fattori predisponenti e favorenti tutto ciò può concorrere allo sviluppo di veri disturbi dell’alimentazione che possono compromettere seriamente lo stato di salute e portare alla morte se non riconosciuti e curati tempestivamente. La prevenzione di questi eventi passa attraverso la corretta informazione ed educazione sia dei soggetti più a rischio sia di tutti coloro che per il loro ruolo sociale e professionale interagiscono con i giovani, a partire dai genitori e dagli insegnanti fino ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta che possono per primi intercettare segnali di sospetto dello sviluppo di un disturbo dell’alimentazione.”

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Ci sono famiglie che elogiano troppo la magrezza, che mettono i figli a dieta da piccoli, spesso decidono gli altri cosa si deve  mangiare, così iniziano i divieti e il cibo diventa un nemico.

Il disturbo alimentare è spesso  associato ad altre patologie psichiatriche, in particolare la depressione, ma anche i disturbi d’ansia, l’abuso di alcool o di sostanze, il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi di personalità. Possono essere presenti comportamenti autoaggressivi, come atti autolesionistici (ad esempio graffiarsi o tagliarsi fino a procurarsi delle piccole ferite, bruciarsi parti del corpo) e tentativi di suicidio. Questo tipo di disturbi occupano uno spazio molto particolare nell’ambito della psichiatria, poiché oltre a “colpire” la mente e quindi a provocare un’intensa sofferenza psichica, essi coinvolgono anche il corpo con delle complicanze fisiche talvolta molto gravi.

Angela Fossati in rappresentanza dell’UST che ha sottilineato l’importanza della formazione dei docenti come effetto moltiplicatore. Erano anche presenti  Anja Torino e     Sebastiano Ruzza  che durante il seminario porteranno le loro testimonianze

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